Un nuovo inizio a Nizhny Novgorod
Il blog intervista Mauro Trani, 42 anni di Roma, che vive e lavora per gran parte dell’anno a Nizhny Novgorod.
Si occupa di lavori in ambito cartografico ed è in grado di offrire un’ampia gamma di servizi nel campo della cartografia digitale.
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1. Che cosa ti offre in più la Fed. Russa rispetto all’Italia? La consiglieresti ad altri?
La Russia è una nazione particolare, la devi amare per poterci vivere, altrimenti ti distrugge.
Io vivo la città ormai da 2 anni, una grande città di 1.500.000 abitanti, notevolmente diversa dalle nostre metropoli. E’ una città che sta correndo verso la modernizzazione, pertanto c’è grande richiesta di lavoro, cosa che purtroppo in Italia, non c’è.
Certo, all’inizio non è per nulla facile, devi conoscere la lingua, e superare tantissimi ostacoli burocratici e logistici. Io la consiglierei a tutte quelle persone di carattere forte, che non abbandonano alla prima difficoltà. Se si supera il primo periodo durante il quale sarebbe più facile abbandonare tutto, poi si riesce ad ammirarla e anche ad amarla. A me è successo questo.
2. Come scorre la vita a Nizhny Novgorod? Hai mantenuto il tuo ritmo di vita inteso come hobby, lavoro o ti sei adattato in toto allo stile russo?
Indubbiamente lo stile della vita è cambiato, anche se cerco di fare le stesse cose che facevo a Roma. Ho la fortuna di trovarmi in una città che offre di tutto, dalle attività sportive al teatro, dal cinema a fiere e mostre, dai pub ai ristoranti – pizzerie, pertanto non ho avuto grandi difficoltà.
Sul lavoro continuo a fare quello che facevo in Italia, sono un libero professionista, e qui faccio consulenza presso una società di aerofotogrammetria, nel campo urbanistico e progettuale, pertanto anche sotto questo aspetto, non ho avuto grandi stravolgimenti di vita.
3. Che cosa consiglieresti di visitare in una tua ipotetica “Lonely Planet” Nizhny Novgorod?
Beh Nizhny Novgorod è una città importante sotto l’aspetto storico, artistico, e culturale. Ricordiamoci che per molti anni ha avuto il nome di Gorkij, in nome del grande scrittore e filosofo nato qui.

Ha un bellissimo e antichissimo Cremlino, protagonista di numerose battaglie con i Mongoli prima, e con i Tartari dopo. All’esterno del Cremlino, nel piazzale, si possono ammirare ancora molti mezzi bellici della II guerra mondiale.
C’è la fabbrica di auto della G.A.Z. dove all’interno è stato allestito un museo (vedi una mia foto del viaggio 2009, qui) che ripercorre la storia di questo marchio, con tantissime macchine d’epoca.
Ci sono chiese bellissime, piazze interessanti e poi c’è tanta natura. La città nasce alla confluenza dei fiumi Oka, e Volga, pertanto basta avvicinarsi verso le loro rive, per allontanare i rumori della città, e godersi il silenzio interrotto solo dai cinguettii degli uccelli.
4. Chiudiamo con la domanda più scontata ma obbligatoria, che cosa ti manca dell’Europa e dell’Italia in particolare?
Bella domanda!!!. Tutte le persone che vivono lontano dalla loro terra natia , hanno nostalgia della propria città, ma il sentimento che lega un Romano a Roma, è qualcosa di indescrivibile e indissolubile. La cosa che più mi manca, è il nostro modo di stare insieme, di vivere le serate davanti ad un film, di scherzare su stupidaggini fatte in passato o capitate nella giornata, di discutere di sport, di vedersi la sera dopo cena per un caffè o per un gelato, per una passeggiata nel centro storico. Qui normalmente dal lunedì al venerdì si lavora, si torna a casa, si mangia, poca tv e si va a dormire; solo nel weekend si esce.
Ovvio che la famiglia e gli amici mancano, ma oggi con i mezzi tecnologici, puoi in parte sopperire a tale mancanza, visto che riesci a vederli e parlare quando e quanto vuoi.
Infine, il clima; qui in inverno la temperatura è quasi sempre sotto i -30 gradi!
Scopri Roma, la Città Eterna, con la guida Dino
Il blog intervista Dino Margiotta, nato a Roma nel 1980, laureato in Lettere e Dottore di Ricerca in Società, Politica e Culture dal Tardo Medioevo all’Età Contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma, “La Sapienza”. Dino ha iniziato a collaborare come volontario presso il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) nel 1998 e con organizzazioni studentesche Europee– in qualità di responsabile delle attività culturali – ha superato gli esami (scritto e orale) per diventare nell’aprile 2010 una guida turistica per Roma e Provincia, accreditato anche per i Musei Vaticani e la Cappella Sistina.
1. Volevo subito chiederti come è nato in te il desiderio di far questo fantastico lavoro, che coniuga l’amore per la tua città e una dose eccezionale di cultura generale per coprire i quasi tre millenni della storia romana.
Ognuno ama la propria città, ma un romano, Roma la ama ancora di più. Credo che il desiderio di fare questa professione sia legato all’amore per la mia città che da sempre mi entusiasma nella ricerca, presso biblioteche e archivi, di notizie curiose e particolari sugli aspetti più nascosti, sulle vite dei pontefici e di tanti personaggi, più o meno conosciuti, che hanno segnato la storia millenaria di Roma. Mi sento davvero privilegiato di vivere qui e il mio lavoro mi permette di mettere cuore e anima in quello che faccio.
2. Roma, la città eterna, qual è il tuo percorso turistico preferito? E quale fai con maggior fatica?
Pur se ritengo sia alquanto difficile fare una graduatoria, il mio percorso turistico preferito rimane tutt’oggi l’Aventino, luogo tra i più suggestivi di Roma definito il “colle della poesia” per quella atmosfera davvero unica che lo distingue e per il panorama mozzafiato della Città Eterna offerto dal giardino degli aranci. Il più difficile… I Musei Vaticani, sempre affollati di turisti.
3. Se potessi scegliere una comitiva a caso, con che nazionalità preferisci lavorare e perché?
Sinceramente devo ammettere che mi trovo bene con comitive provenienti da ogni paese, perché sebbene siano diversi gli interessi, la passione che le persone provano dinanzi ai numerosi tesori artistici di Roma rimane sempre la stessa… Nessuno resiste al fascino della Città Eterna. E poi mi piace svelare le testimonianze “nascoste” legate ai paesi di provenienza dei singoli gruppi, dando “voce” a personaggi del passato che hanno eletto la Città Eterna a loro “seconda” patria.
4. Che cosa consigli di insolito ad un turista esperto a Roma (che l’ha già visitata nei posti “classici”)?
Roma è fatta di tante cose che altrove mancano. Detto ciò, ci sarebbe una lunga lista di luoghi, visto che non basta una vita per scoprire questa città. Potrei comunque citare la Basilica di S. Prassede per l’incantevole profusione d’oro che si respira nella Cappella di S. Zenone o quella di S. Croce in Gerusalemme dove sono conservate le reliquie portate da Gerusalemme nel lontano IV secolo dalla madre dell’imperatore Costantino e via dicendo…
5. Chiudiamo l’intervista con una domanda un po’ provocatoria, che cosa pensi di offrire in più rispetto alle altre guide turistiche?
Ritengo invece che da ogni collega si possa apprendere qualcosa, perché ognuno di noi ha interessi differenti; la differenza forse sta nel modo di “comunicare” con i propri clienti, gli unici a cui spetta il compito di giudicare l’operato di ogni singola guida.
Peter Aresti
Oggi il blog intervista il magico Peter Aresti, conosciuto fino a qualche anno fa con lo stage name di Peter Arcade, esponente dell’italo disco nato in Connecticut, New England.
1. What is for you “italo-disco”?
Italo disco is more than a music style; it’s a dream, a message of love, a soundtrack of life for many people. Music is a universal language, and the melodies of Italo have been talking for years to everyone; actually to the new generations, that weren’t even born in the 80s. As the feelings it expresses, Italo Disco is ageless and immortal.
2. Do you think that there is a “father” for italo-disco?
No; i’d say that Italo-disco is the result of the teamwork of many artists, producers and sentimental persons all together; everyone putting a piece of the puzzle… though someone thinks that “Fade to grey” is the first official italo song ever.
3. Who is your favourite singer?
No one, though, i used to appreciate several characters on the scene, the way they performed and their look, and, of course, several songs also.
4. Your most famous song I guess that’s “Rainfall Memories ”, do you think that’s your best song?
Well, i really don’t know if “Rainfall” is the most famous one, for sure it is an unforgotten hit; “We were”, though” and “Sun will shine” are very famous in Finland and Mexico, for example, and i continiously meet persons from all around the world that know the most of my songs. Actually, “Italo Disco”s success seems to be growing day after day.
5. I travel quite often in East Europe and Russia and there italo-disco is still popular! I listen quite often to the radio Savage, Tom Hooker, you and others. What do you think about?
I think it’s wonderful, sensational, and it shows how much what i said before is true: Italo is timeless and universal… it’s funny to say, but sometimes, when i see so many persons coming from anywhere and exposing an italian flag on their shirts, jackets or else, it’s seems a sort of new musical roman empire, with citizens from every country united under a unique symbol of melody, love and friendship… of course, no kind of political or military considerations.
Seriously, this is a sign that this world is not so bad, if there still are so many “dreamers” and “believers” still amazed by a flower that springs, a children that smiles, the rising and dawning sun on the sea; still so in love with someone and with the ideal of love itself.
P. Lion e gli Happy Children
P. Lion, pseudonimo di Pietro Paolo Pelandi, è un musicista, cantante e produttore discografico italiano.
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
Italo Disco=canzone soprattutto da ballare ma pure da canticchiare, fischiettare e quindi facile, orecchiabile e dove ogni artista a modo suo era “originale”.
Periodo magico dove ancora c’erano cuore e passione nel fare le cose, musica compresa, al di là dell’eventuale guadagno.
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
Credo più di uno anche se per me personalmente potrei citare come artisti La Bionda, Malavasi, Gazebo e come discografici Lombardoni, Baby Records, Discotto.
3. Chi è il tuo cantante preferito?
Io non sarò mai un cantante…avendo sempre scritto i miei canzoni allora avevo anche la presunzione di cantarli…:-)
Le voci preferite di quel periodo erano sicuramente Michael Jackson e Freddie Mercury.
4. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Happy Children”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
Assolutamente sì anche sono molto affezionato anche alla successiva Dream.
5. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, sento sempre Savage, te, Tom Hooker, Mr. Zivago, Eddie H., e altri, lo sai? che ne pensi?
Credo che per loro rappresentassimo in quel periodo “grigio” un modo per scavalcare il muro e trovare un po’ di sole ed allegria.
Joe Maran
Joe Maran, il Gianni dell’Italo Disco.
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
Italodisco….mmmmm…la gioventu’, le notti a fare il d.j. per un panino, l’incontro con Rolando dei Passengers e la svolta con il primo vinile “King of the radio”….e poi mi ricorda un movimento tutto italiano di artisti e “non” che era riconosciuto in tutta Europa.
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
Secondo il mio parere ritengo padri del movimento i vari Simonetti La Bionda che qualche anno prima avevano impostato la strada.
3. Chi è il tuo cantante preferito (oltre a te ovviamente)?
Oltre a Tom, che peraltro non e’ italiano, non parlerei di cantanti ma di motivi….bellissima Happy Children di P.Lion, e Pretty Face degli Stylloo.
4. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Give me a break”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
Be’…ne ho fatte due, e la prima non era un gran che’, quindi si.
5. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, sento sempre Savage, te, Tom Hooker, Mr. Zivago, Eddie H., e altri, lo sai? che ne pensi?
…tanta, tanta nostalgia e tanto tanto orgoglio….
Domenico Ricchini aka Joe Yellow
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
Direi che l’Italo disco è la brutta copia della vera musica che è la 70, dove grandi musicisti e intere orchestre suonavano grandiosi brani. Poi siamo arrivati noi, che abbiamo iniziato a rovinare il tutto con canzoni stupide e puerili, cantandole con un Inglese allucinante.
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
Dicono che il padre sia Moroder, ma non penso proprio,perche’ appartiene alla 70, e poi non c’e’ proprio paragone, lui è il più grande di tutti.
3. Chi è il tuo cantante preferito?
Moroder e donna summer.
4. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Love at first”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
Pensavo che Love at First(86) fosse stato un passo sbagliato nella mia vita musicale, ma tu mi hai rincuorato, Io pensavo fosse che il meglio fosse Lover to Lover (83), ma l’audience aveva preferito I’m your lover(85).
5. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, sento sempre Savage, te, Tom Hooker, Mr. Zivago, Eddie H., e altri, lo sai? che ne pensi?
Riguardo all’EST ne sono contento,ma penso sia solo una bolla passeggera.
Fred Ventura
Federico di Bonaventura meglio conosciuto come Fred Ventura è un cantante italiano.
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
Dance Music made in Italy, melodica e senza troppe regole, como sono Io, amavo il pop elettronico e mi sono ritrovato a far parte di una scena che partiva dalle etichette indipendenti, un fenomeno underground… non ricordo nulla perché è parte del mio presente, più o meno da 27 anni …
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
Né padri, né madri, tutto è nato per caso, come tutte le cose migliori in musica, senza un vero guru ispiratore, forse produttori come Mauro Malvasi e Celso Valli sono stati i primi a tentare di invadere il mondo con le loro produzioni disco negli anni ‘70 e ci sono riusciti, hanno aperto le porte in poche parole…
3. Chi è il tuo cantante preferito?
Philip Oakey degli Human League e Paul Haig, ex equo…
4. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Lost in Paris”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
Assolutamente no, non è la mia preferita, “The Years” e “Wind of Change” sono quelle che amo di più.
5. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi che ne pensi?
East & West indistintamente, fortunatamente siamo stati rivalutati anche in occidente, ci amano a Londra, Parigi, Berlino, Den Haag, Helsinki, Stoccolma, …
Mr. Zivago, il Rastrelli di Russia
Mr. Zivago, all’anagrafe Massimo Rastrelli è un cantante italiano.
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
Il termine Italo Disco in Italia era un termine dato dagli addetti ai lavori. Ho scoperto questo termine quando mi fecero vedere la raccolta in cui vi era stato inserito il brano Little Russian. il primo ricordo è stato questo.
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
Per rispondere alla seconda secondo me Moroder è stato il padre del sound del genere.
3. Chi è il tuo cantante preferito?
Di cantanti Italiani mi piacevan molto Gazebo, Mike Francis, ma anche i Brani di Den Harrow mi piacevan molto.
4. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Little Russian”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
Direi Little Russian…. si è un brano molto diretto, anche se Tell by your eyes lo ritengo molto ben riuscito, con un anima bella una bella melodia.
5. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, sento sempre Savage, te, Tom Hooker, Eddie H., e altri, lo sai? che ne pensi?
che ne penso??? ancora adesso sono stupito. devi pensare che ho saputo di essere una star da 5 anni, Io ero all’oscuro del successo che aveva Mr Zivago…
a me sembra di essere dentro ad un film..
Eddy Huntington, the UK star of Italo Disco
Eddy Huntington, all’anagrafe Edward Huntington, (27 ottobre 1965) è un cantante britannico.
Viene considerato uno dei più famosi artisti pop star della musica Italo disco; molto popolare negli anni ottanta anche in Scandinavia, Europa ed altri paesi.
1. What is for you “italo-disco”?
This is a tricky one and it depends where I am in the world. For many it is only music which comes from Italian labels and with Italian production. For others it includes the stuff from ZYX and German produced Italo. For others they have merged Eurobeat and HINRG. As for me I like all lof those genres and don’t mind where the line is drawn.
2. Do you think that there is a “father” for italo-disco?
For me it has to be Roberto Turatti, but then I am biased…
3. Who is your favourite singer?
Well my favourite singer most people won’t even like and is definately not Italo, (Cliff Richard), but my favourite Italo artist is probably Tom as either Tom or Den (Tom Hooker).
4. Your most famous song I guess that’s “USSR”, do you think that’s your best song?
Not at all, though I do think its great. My favourite is May Day, but I was involved in the production of that one and had lots of input.
5. I travel quite often in East Europe (Russia) and there italo-disco is still popular! I listen quite often to the radio Savage, Tom Hooker, you and others. What do you think about?
This music still sounds great and I’m delighted that somewhere in the world like Russia and Mexico there is still an apetite for this stuff.
La dolce vita di Ryan Paris
Ryan Paris, nome d’arte di Fabio Roscioli (Roma, 12 marzo 1953), è un cantante italiano.
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
L’ italo disco è quello che abbiamo fatto negli anni ‘80 divertendoci come matti. Io al tempo cantavo e ho avuto l’occasione di lavorare con un grandissimo compositore e produttore : Pierluigi Giombini ( l autore di dolce vita , masterpiece , i like chopin ect ). Mi ricorda Roma ( Io vivo in Germania ora ) mi ricorda la felicità (cosa che ho ancora fortunatamente).
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
si , il produttore indipendente con il suo synth analogico !!!!!!!!
3. Chi è il tuo cantante preferito?
Na marea (alla romana) greg Lake (emerson, lake and Palmer), Michael Jackson, Sting, Tony hadley, Robbie Wiliams, George Michael and so on !!!!!!
4. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Dolce Vita”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
E’ senza dubbio la canzone più bella e non è scritta da me però è bellissima.
5. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, lo sai? che ne pensi?
Ero in Polonia l’altro sabato , la mia nuova canzone I wanna love you once again remissata dai venti d azzurro ( Sabino DJ e Eddie Miami ) in versione pura anni 80 è da 9 settimana in classifica nella radio 80 polacca ( 8 settimane numero 1) . Fammelo dire non mi prendere per presuntuoso, ma prendimi per qualcuno molto fiero di fare musica ancora .
NB fuori intervista, “I wanna love you once again” è bellissima, ascoltatela qui.
I like Gazebo
Paul Mazzolini, in arte Gazebo, è un cantante, musicista e arrangiatore italiano.
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
E’ un stile nato dalla combinazione di suoni sintetici, armonie e melodie Italiane e ritmi ballabili .. nato intorno a metà anni 80 nel giro dei grossisti di via Mecenate, Milano …
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
No, ma esistono dei brani fondamenta .. tipo Masterpiece uscito nel Maggio del 82 e primo a scalare le classifiche pop Europee
3. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “I like Chopin”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
C’é poco da dire su ILC ha venduto più di 12 milioni di copie .. Il brano che é venuto meglio ? “The Man At The Window” da Syndrone, il mio ultimo disco.
4. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, lo sai? che ne pensi?
Certo, ci vado spesso .. I Russi hanno una visione personale della Italo/Euro dance .. per loro i Modern Talking sono i Beatles e Fancy é il re della Italo pur essendo tedesco
Savage, il maestro dell’italo disco
Savage, all’anagrafe Roberto Zanetti, non ha bisogno di presentazioni. Il primo successo lo ottiene nel 1983 con il brano Don’t Cry Tonight, bissato l’anno successivo con Only You, canzoni che conoscono un pò tutti da Parigi ad Ulan Bator.
1. Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?
L’Italodisco è un movimento musicale nato agli inizi degli anni 80.L’ingrediente principale è la canzone molto melodica/italiana costruita su un suono elettrico di sintetizzatori. Mi ricorda un momento fantastico e irripetibile della mia vita e del mio lavoro come musicista.
2. Esiste “un padre” per l’italo disco?
Fondamentalmente i padri sono due Lombardoni Severo e Freddy Naggiar, i discografici di DISCOMAGIC e BABY RECORDS.Sono loro che hanno pubblicato tutti i più grandi successi dell’Italo.
3. Chi è il tuo cantante preferito?
Sono tutti amici….non vorrei fare torto a nessuno…..Se devo fare qualche nome Gazebo, Silver Pozzoli,Miko Mission.
4. La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Only You”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?
No penso che quella più magica sia stata Don’t cry tonight, anche se nei paesi dell’Est la più popolare è diventata Only you.
5. Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, sento sempre te, Tom Hooker, Mr. Zivago, Eddie H., e altri, lo sai? che ne pensi?
Andiamo spesso a fare concerti e poi il pubblico di quei paesi collega la nostra musica al momento storico della caduta del muro e la fine del comunismo.


