Marc Fruttero

By Paolo Prandini | ottobre 10, 2010

Marc Fruttero, cantante italiano di italo disco, nato nel 1961. Segni particolari, uno dei meno italo.

1) Cos’è per te l’italo disco? Cosa ti ricorda?

Il termine “Italo Disco” è usato molto spesso. Ma forse è un termine un poco improprio. Sarebbe meglio dire “Italo Dance”, perché la “disco” propriamente detta è la musica da discoteca degli anni 70. Mentre la “dance” riguarda le produzioni degli anni 80, i nostri anni appunto. Sono sempre stato un appassionato di musica, e questi termini sicuramente mi riportano al periodo (dal 77 al 93 circa) in cui sono stato un accanito frequentatore delle discoteche. …E a tutti i dischi del genere Disco/Dance straniera e italiana che ho comprato e ascoltato allora…ancora più delle poche canzoni che ho potuto fare io al tempo.

2) Esiste “un padre” per l’italo disco?

Forse non è una risposta facile…più che “un padre” , sarebbe meglio di parlare di padri, ma se si vuole individuarne uno, penso Giorgio Moroder abbia gettato le basi per il genere disco Euro/Italo alla fine degli anni 70. Ha dato un esempio, e poi tanti si sono ispirati (o hanno copiato…in molti casi) a lui. L’enorme produzione della Italo nostrana, dall’80 in poi, deriva massivamente dall’esempio primordiale di Moroder, Malavasi, La Bionda e altri pionieri del genere.

3) Chi è il tuo cantante preferito?

Questa è un’altra domanda a cui non è facile rispondere, perché ci sono diversi artisti che apprezzavo (e apprezzo). Ma se devo proprio scegliere il migliore di tutti, penso Mike Francis fosse quello che fra tutti aveva il maggior talento. Non era solo un immagine (come tanti purtroppo…), ma anche una voce. Non era forse dotato di grande potenza vocale, ma il timbro era sicuramente molto piacevole ed aveva notevole espressione, oltre ad essere un songwriter considerevole ovviamente. Solo in alcuni casi, e principalmente col Pop Italiano, è stato un poco troppo commerciale. Ma i suoi brani Italo Dance sono sicuramente raffinati e sono tra i migliori dell’intera produzione 80.

4) La tua canzone più importante penso possa essere considerata “Darkness”, è effettivamente quella che pensi sia venuta meglio?

A dir il vero, i brani miei che gli appassionati del genere conoscono, penso siano sostanzialmente assai pochi. Questo è dovuto al fatto che troppo poche tra le mie canzoni siano state almeno un poco pubblicizzate. Chi colleziona Italodisco, di mio generalmente conosce essenzialmente “If You’re Feeling Blue”, “Disco Silvia” e “Darkness” ovviamente. Forse “I Wanna Live with You”, e ultimamente anche “Miracle of Love”? Ma pressoché tutte le altre canzoni, benché siano su Internet rimangono quasi sconosciute.
Difficile dire se “Darkness” sia la migliore, sicuramente una delle più suggestive, e anche una delle più vecchie…Ma penso “Tell Me Now” non sia inferiore per esempio, non intendo solo il vecchio demo 80 contenuto nel mio album “Fairyland”, ma pure la versione più moderna su Youtube. Eppure dato che non è stata pubblicizzata da alcun sito o etichetta, rimane tuttora quasi sconosciuta.

5) Viaggio spesso in Europa dell’Est e la siete ancora famosissimi, sento sempre Savage, te, Tom Hooker, Mr. Zivago, Eddie H., e altri, lo sai? Che ne pensi?

Si, conosco questo entusiasmo degli stranieri. Penso la cosa sia dovuta essenzialmente al fatto che la musica interessi molto più all’estero che in Italia…In molti altri stati c’è molta più apertura e morbidezza che non nel nostro ”Bel Paese”, e anche più tendenza a considerare l’effettivo talento di un’artista. Questo ancora sopravvive essenzialmente in Nord Europa. Anche se devo confessare che forse l’entusiasmo per il genere Italodisco è a volte un poco eccessivo. C’è da considerare che tanta parte della produzione era (ed è…) esclusivamente commerciale e pressoché priva di meriti artistici. Tanti, troppi artisti italiani, hanno potuto pubblicare le loro canzoni molto più per le loro influenti conoscenze che non per le loro effettive capacità artistiche…
Ma questa è cosa tristemente diffusissima da noi purtroppo. La “Meritocrazia” non va forte in Italia.
Io stesso ho potuto far conoscere qualche mia canzone sul Web, solo grazie all’esclusivo appoggio di etichette…straniere! Neanche una etichetta italiana mi ha mai considerato.
Comunque, è pure innegabile una certa esterofilia complessiva, che, come tende a far puntare l’attenzione degli italiani verso gli artisti stranieri, può favorire l’attenzione di tanti stranieri verso un prodotto musicale che viene dall’Italia. Il fascino che il nostro paese esercita all’estero, è nonostante tutto ancora piuttosto forte.

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