Quando eravamo noi che “rubavamo il lavoro”

By davide sometti | agosto 31, 2010

L’8 agosto 1956 è una data che non andrebbe dimenticata o perlomeno andrebbe ricordato il contesto sociale di quell’evento.

L’8 agosto 1956 morirono nel disastro di Marcinelle 136 nostri connazionali trattati spesso e volentieri come delle bestie e accusati dalla popolazione locale di rubare il lavoro alla loro gente.

Non suonano molto originali gli slogan leghisti, gli  “sporchi maccaroni”, “i fascisti”, “i musi neri” eravamo noi e stiamo parlando di solo 50 anni fa.

La seconda guerra mondiale era finita da poco, l’Italia paese sconfitto (ricordiamo ogni tanto di aver perso o ricordiamo solo la Resistenza?) aveva bisogno di tutto e la gente emigrava dove poteva per avere un lavoro. Il 23 giugno del ‘46 De Gasperi firmò un accordo con il Ministro belga Van Hacker che prevedeva l’acquisto di carbone ad un prezzo normale di mercato, in cambio dell’impegno italiano di mandare 50 mila uomini per il duro e pericolosissimo lavoro in miniera. Tra il ‘46 e il ‘57 in Belgio arrivarono 140 mila italiani.

Dopo il disastro (come sempre accade serve un disastro) di Marcinelle l’opinione pubblica cambiò radicalmente e ci si accorse che stavamo esportando, grazie a quel “brillante” accordo di De Gasperi, schiavi e non lavoratori. Poi ci fu l’Italia del boom e la storia cambiò (da paese agricolo divenimmo paese industriale, etc).

Chi non conosce la storia ne ripeterà gli errori.






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