CL: quanto ci costi?

By davide sometti | agosto 22, 2010

Oggi parte a Rimini la 31° edizione del meeting di CL (Comunione e Liberazione) o parafrasando dagospia “Comunione e Fatturazione”.

Al Meeting lavoreranno circa 3.142 volontari, un centinaio in più rispetto allo scorso anno: provengono da ogni parte d’Italia e circa 200 anche dall’estero: Gran Bretagna, Francia, Olanda, Germania, Polonia, Brasile, Cile, Messico, Paraguay, Stati Uniti, Egitto, Nigeria, Portogallo, Spagna, Ungheria, Russia e da altri paesi. Un meeting, che di bilancio preventivo segna la cifra enorme di 8 milioni e 300.000 euro che vede alla voce entrate, contributi elargiti da parte di moltissime aziende pubbliche e private (Intesa San Paolo, Eni, Ferrovie Nord, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ecc) introiti dalla ristorazione, attività commerciali e biglietti delle manifestazioni a pagamento, contributi dei volontari alle spese sostenute dal Meeting per vitto e alloggio.
Interessante l’articolo del settimanale “Il Mondo”, leggetelo qui, che illustra il funzionamento del braccio forte di CL ovvero della Compagnia delle Opere e spiega come tutto è nato.

“Secondo la “leggenda” il fondatore di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani nel 1986 si ritrovò angustiato da un problema: un suo amico era appena entrato nel business dell’enologia e, come tutti gli imprenditori agli inizi, aveva qualche difficoltà. Giussani si rivolse dunque al suo fedele Giorgio Vittadini “ma se voi non aiutate Sebastiano a vendere il vino, che razza di amici siete?”. Con questo episodio si gettano le fondamenta del concetto di “amicizia” ciellina: ovvero reciproca, fruttuosa collaborazione, io do una mano a te, tu dai una mano a me. E così nasce la Compagnia delle Opere (CdO), braccio economico di CL basato proprio sui legami “amichevoli” tra ricchi e potenti. Che, da buoni amici di danno una mano. La chiamano “amicizia”, ma si potrebbe anche dire lobby.”


La lobby ciellina ha un giro d’affari enorme, controlla posizioni lavorative (in primis la sanità), voti e crea un sistema non compatibile con il libero mercato e la tanto bistrattata meritocrazia.
Ma alla fine direte che mi importa, contenti loro contenti tutti. Eh no! Sei tu caro pantalone che paghi tutto questo, in maniera diretta ed in maniera indiretta. Alcuni esempi?

Es 1. Un medico ciellino non è necessariamente migliore di un medico non ciellino, se la discriminazione fatta per l’assunzione è questa capite ben che il risultato può anche essere veramente problematico per la società.
Es. 2. Le facilitazioni burocratiche per membri ciellini portano uno squilibrio in termini economici e temporali non indifferenti e capite ben la contrarietà oggettiva all’articolo 3 della Costituzione Italiana.
Es. 3. Sempre in chiave di sanità. Una struttura privata non necessariamente funziona meglio di una pubblica, anzi tendenzialmente è vero il contrario, in ogni caso se crescono come funghi strutture private allo scopo di dirottare finanziamenti da pubblici a privati ciellini capite che il tutto non ha come obiettivo il miglioramento del sistema sanitario ma la crescita sostanziale del sistema affaristico della lobby.

Se volete approfondire, vi consiglio di leggervi il libro di Enrico De Alessandri, disponibile qui, che spiega in maniera chiara e semplice il sistema di potere di cielle.

Molto interessante anche l’articolo del Fatto Quotidiano consultabile qui.




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