A Kiev il compimento del sogno russofilo

By davide sometti | luglio 1, 2010

Il blog intervista: Alessandro Gardini, di Milano.

Vivo stabilmente a Kiev da più di cinque anni e qui lavoro nel settore dell’edilizia per un’azienda italiana. Per lavoro giro molto spesso il Paese in macchina, in particolare l’ovest ucraino e sono costantemente a contatto con la gente locale.

1. Che cosa ti offre in più l’Ucraina rispetto all’Italia? Consiglieresti ad altri la tua esperienza?

L’Ucraina per me è il compimento di un grande sogno, un sogno un po’ particolare, legato alla mia passione russofila che da anni coinvolgeva tutto il mio essere e che mi ha portato sin dalla giovane età a studiare la lingua, la cultura, la storia, la società russa ed a viaggiare in lungo e in largo attraverso “le Russie”…è stato dunque il segno del destino che ha ripagato il mio tanto sforzo nel cercare una situazione di vita e lavoro in queste terre, favorendo la realizzazione di questo sogno.

Sul piano concreto l’Ucraina offre ben poco rispetto all’Italia (parlo di storia, cultura, architettura, clima, cucina, servizi, ecc.), ma questo a me poco importa; non sono qui per convenienza…sono qui per vivere una vita a me congeniale.

Se si tratta di fare esperienze di vita all’estero, beh, lo consiglio decisamente, soprattutto ai giovani.

2. Come scorre la vita a Kiev? Hai mantenuto il tuo ritmo di vita inteso come hobby, lavoro o ti sei adattato in toto allo stile ucraino?

Kiev è una grande città, una capitale di 5 milioni di abitanti e la vita è molto frenetica e incasinata. Non brilla certo per ordine e disciplina la vita cittadina…ma tutto sommato a Kiev si può vivere una vita piena sfruttando le tante opportunità, molto più a buon mercato rispetto all’Italia, di vita sociale (teatri, locali notturni, musei, ecc) o per fare sport.

Kiev è poi una città per tutte le stagioni: in estate si può prendere il sole in una delle tante spiagge in città lungo il fiume Dnepr, facendo un bagno di tanto in tanto con la sguardo rivolto verso i palazzi del centro; d’inverno si può sciare in una delle colline del centro città (Kiev è su sette colli come Roma); e in ogni stagione si può passeggiare nei tantissimi e bellissimi parchi che riempiono di verde la città.

La mia vita in Ucraina è il tentativo (finora ben riuscito) di portare avanti le mie abitudini italiane adattandomi alla realtà e alla quotidianità ucraine. La vita sociale e l’integrazione sono due punti chiave della mia vita ucraina. Nel complesso il mio ritmo di vita è assai intenso e pieno di attività, molto di più di ciò che facevo in Italia.

3. Che cosa consiglieresti di visitare in una tua ipotetica “Lonely Planet” Ucraina?

Nonostante non si possa definire un Paese turistico, sono tanti gli “angoli” dell’Ucraina che vale la pena di visitare soprattutto sotto l’aspetto naturalistico, dai Carpazi, alla Crimea e anche alcune città, soprattutto nell’ovest del Paese sono degne di nota: Leopoli, Chernovcy, Uzhgorod…anche Kiev ha diverse attrazioni: le tante chiese ortodosse, la “discesa” di sant’Andrea, i parchi sul fiume Dnepr, le vie caratteristiche del centro…

4. Chiudiamo con la domanda più scontata ma obbligatoria, che cosa ti manca dell’Italia in particolare?

Dell’Italia mi manca ciò che più rappresenta per me il senso della Patria, cioè la famiglia, gli amici e la “vecchia” compagnia, le vie della “mia” Milano, i locali…tuttora, dopo tanti anni di vita all’estero, talvolta sento un po’ di nostalgia ripensando alle situazioni della mia precedente vita milanese.





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