Nel Midwest: tra dottorato e teaching assistant

Il blog intervista, Elisa Keller, di Trento.
Da due anni vivo in Iowa Iowa City (IA). Sono sbarcata nel Midwest Americano per partecipare al programma di dottorato in economia presso l’University of Iowa. Oltre a studiare, lavoro all’università come teaching assistant di macroeconomia. Dovrei ipoteticamente finire il tutto nel 2013.
1. Che cosa ti offre in più gli Stati Uniti rispetto all’Italia? Consiglieresti ad altri la tua esperienza?
Opportunità. E’ un po’ la frase che si sente sempre. Non vorrei dare l’idea degli USA come la patria della meritocrazia agli antipoti dell’Italia dove capacità da sola conta poco o niente. Anche qua raccomandazioni e public relations trovano il loro spazio, però il tutto si sviluppa in maniera più moderata, meno sfacciata e sempre con un occhio al merito. A livello specifico della mia situazione di studio/lavoro, mi offre un training di qualità superiore rispetto alla maggior parte delle università Italiane.
2. Come scorre la vita in USA? Hai mantenuto il tuo ritmo di vita inteso come hobby, lavoro o ti sei adattato in toto allo stile americano?
A questo punto è d’obbligo specificare che il mio punto di vista è quello specifico del Midwest USA. Appena atterrata in Iowa, sulla strada dall’aeroporto verso casa, immersa nelle distese dei campi di mais, chiesi all’autista del taxi come fosse la vita in questo nuovo mondo e la risposta è stata “slowly!”. Il taxista aveva ragione, i ritmi di vita qua sono abbastanza lenti. Chiaramente quanto sei uno studente di dottorato cadi nell’eccezione: la mia giornata lavorativa è in genere molto intensa. Ho mantenuto alcuni dei miei hobby comunque, soprattutto a livello sportivo. Una delle cose più ammirevoli della cultura Americana è l’importanza che danno all’attività’ sportiva: ora potrei letteralmente uscire di casa e praticare ogni sport immaginabile ad un costo più che ragionevole.

3. Che cosa consiglieresti di visitare in una tua ipotetica “Lonely Planet” USA?
Sono probabilmente la persona sbagliata a cui porre questa domanda. Negli ultimi due anni passati negli Stati Uniti sono riuscita a visitare solamente due città: Chicago e NY. Devo dire che mi sono innamorata di entrambe: dei veri e propri paradisi architettonici! Il museo di Chicago, The Art Institute, è uno spettacolo.
4. Chiudiamo con la domanda più scontata ma obbligatoria, che cosa ti manca dell’Europa e dell’Italia in particolare?
Mi manca il buon cibo, sia nei ristoranti che nei supermercati. E con questo macellerie, panetterie, ecc.. . Il “cibo spazzatura” qua costa davvero poco, ma appena cerchi qualcosa di qualità il prezzo sale a livelli assurdi. Mi mancano autobus, treni e mezzi di trasporto pubblico in genere insieme all’idea d’indipendenza che questi ti danno quando non hai una macchina tua. Mi manca la struttura della città Europea: non mi piace l’idea di dover camminare più di 10 minuti per trovare un bar o un grocery store.

