Angelo Trainotti è tutto d’un pezzo
tratto da il quotidiano L’Adige del 04 maggio 2010 di Tiziano Bianchi
Qualcuno scrisse che l’onestà intellettuale consiste nel dire e nel fare, e nel pensare, cose sconvenienti. Sconvenienti anche per il proprio interesse personale. Bene, se le cose stanno cosi, allora l’onestà intellettuale è la dote migliore di uno come Angelo Trainotti. Uno che se c’è da fare una battaglia non guarda in faccia ad alcuno. Nemmeno a sé stesso. Sei anni fa, con i suoi voti – e per qualche calcolo che nessuno capì – contribuì a far eleggere a sindaco, al secondo turno, Giuliana Tomasoni. Un servizio elettorale che gli fece guadagnare la poltrona prestigiosa di assessore al bilancio. Insomma gli furono messi in mano i cordoni della borsa. Qualcuno, che evidentemente lo conosceva davvero poco, pensò così di metterlo a tacere: si sbagliava. Non aveva capito che uno come Angelo Trainotti, ingegnere, ex militare di carriera con i gradi di colonnello degli alpini, è uno che quando una cosa la vede storta, e purtroppo o per fortuna ne vede tante, non guarda in faccia ad alcuno e nemmeno ai propri interessi. E fu così che nel giro di sette mesi rassegnò le dimissioni e disse addio senza rimpianti alla lauta indennità che compete agli assessori. E passò dall’altra parte. Dalla parte degli oppositori senza indennità e senza stipendio. E senza macchia. Ecco, Angelo Trainotti, candidato sindaco per la lista “Impegno Civile per Ala e Frazioni”, forse sta tutto qui, in questo aneddoto. Che racconta l’uomo, il personaggio e anche il politico.
Si potrebbe dire che il suo mestiere è la protesta “a fin di bene e per la legalità“. Ma non solo, come vedremo. Di sicuro la protesta e la contestazione del potere, e più forte è meglio è, è un esercizio che lo appassiona. E che gli riesce benissimo: in sei anni ha messo in ginocchio, qualche volta fino alle lacrime, l’amministrazione di Ala. Centinaia e centinaia, forse migliaia, fra interrogazioni, mozioni, ordini del giorno e poi ricorsi alla magistratura e al presidente della repubblica. Molti quelli vinti. C’è chi dice, scherzando ma nemmeno tanto, che in Comune ci sia una fotocopiatrice che funziona giorno e notte, sabato e domenica compresi, per preparare atti e documenti che lui chiede di poter visionare. Ma che sono sempre troppo pochi e quando arrivano, arrivano sempre in ritardo. Insomma con queste cose ci sa fare. Eccome. È un guastatore, competentissimo, e qualsiasi persona di buon senso dovrebbe preferirlo come alleato piuttosto che come oppositore. Il fatto è che lui è un leader solitario. E di alleanze non ne vuol sentir parlare. Nella sua civica, l’unica vera lista civica che ad Ala possa vantare una storia e un minimo di organizzazione che vada al di la dell’appuntamento elettorale, infatti ha dato voce a tutte le proteste che in questi anni hanno segnato la città.
Fra i suoi candidati troviamo l’ex comandante dei vigili urbani, Alberto Marchiodi in lite con il Comune per una complicata causa di lavoro; Luca Mutinelli, protagonista della battaglia No Tav, Celestino Bonali che si oppose alle antenne di Villalta; Gianfranco Saiani che fece la battaglia per le cave di Pilcante; Pino Stanca, denunciatore quotidiano del traffico in centro storico. E così via, candidato per candidato, fino ad Eros Brusco suo alter ego e suo compagno di battaglie, e di proteste, fin dall’inizio di questa storia. E poi tanti giovani e giovanissimi in gamba, come l’avvocato Nicola Versini e il maghetto della comunicazione internet Davide Sometti. Trainotti, però, non è solo un contestatore, ci mancherebbe.. Intanto è un trascinatore: in questi anni ha saputo mettere in piedi un gruppo di militanti da far invidia anche ai partiti più strutturati: basta dare un occhiata al suo sito internet (www.impegnocivileperalaefrazioni.it), pieno zeppo di documenti, materiale, testimonianze, video, per rendersi conto che dietro a lui c’è un sacco di gente che lavora. Ed è vero. A chi lo accusa di essere un giustizialista – e in effetti lui ha flirtato con tutti i movimenti giustizialisti in circolazione, a partire dai dipietristi -, lui risponde: «Prima di tutto, va ripristinata la legalità della macchina amministrativa. Questa è la condizione, anzi la precondizione, per amministrare e per fare politica. E ad Ala la legalità, almeno nella pubblica amministrazione, è una chimera». Dicevamo non è solo un contestatore.
Nel corso di questi anni si è battuto, e lo farà ancora visto che le sue battaglie non le ha ancora vinte, per l’abolizione dell’addizionale irpef, per la biennalizzazione di «Città di Velluto», per la realizzazione di una casa di riposo e per la costruzione di un nuovo edificio scolastico per gli studenti delle frazioni a nord di Ala con annesso palazzetto dello sport. E naturalmente per la «legalità». Questa prima di tutto. C’è da scommetterci.


maggio 5th, 2010 at 17:37
ma trainotti non era stato “licenziato” dallla Tomasoni????
maggio 5th, 2010 at 17:45
ma trainotti non era stato “licenziato” dallla Tomasoni???? qui si scrive che s’è dimesso.
l’adige 18 dicembre 2004: “Angelo Trainotti ha appreso a mezzogiorno la notizia del suo licenziamento”
bisogna dirle giuste le robe el poro angelo l’è stà mandà via dopo che i l’ha doprà per el premio de magioranza! lu furbo a farse doprar.(el gà provà nonostante i ghe l’avese dita tuti…) e cosi la sindaca l’è durada 6 ani…
sperenti la vaga a casa valà
complimenti
maggio 5th, 2010 at 21:16
Ciao Ciccio da Bologna linea fastweb e UniBo,
Se hai qualche richiesta contatta l’autore di entrambi gli articoli, cioè il ben informato Bianchi. La realtà è risaputa, Trainotti voleva proporre un referendum consultivo – uno degli strumenti più democratici di cui la cittadinanza può disporre – e per questo motivo è caduta la Grosse Koalition che era sorta fra mille difficoltà. Quel fatto è stato in ogni modo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Se c’è un errore che Trainotti ha commesso è stato quello di aver dato fiducia a chi probabilmente non ne meritava alcuna.
maggio 5th, 2010 at 21:56
Melassa Ciccio melassa, ricordi?
Ciao Ciccio, anca se no te me pari tant ciccio!
maggio 6th, 2010 at 11:22
ciccio abbastanza anca perché son stuf anca mi de sta melassa e de magnarla.
si son a bologna en albergo e no so che linea i gabia chi.
mi son con voi altri zuchi, ma doverè ameter che se ben stai za ciavadi
saluti
maggio 6th, 2010 at 11:31
Ciao Ciccio – consiglio personale: evita de peggiorar la situaziom.
La potenza de Impegno Civile e che voi podè sognarve lè quela de averghe en punto de vista libero da interessi, no sem patetici da sbandierare ai quattro venti discorsi sul “bene comune”, ghem en programma semplice adatto a na realtà piccola, fat de punti da realizzar, no prometem l’elicotero all’ospedal de ala (Brusco – UPT) ne de cambiar el modo de enveciar dela zent (DalBosco).
Ciao,
davide
maggio 6th, 2010 at 12:38
Vedo che mi si attribuiscono inesattezze nella ricostruzione del brutto pasticcio del 2004. Il commentatore ha ragione, Trainotti fu licenziato dalla sindaca Tomasoni. Questo tecnicamente. Ma la sostanza è invece un’altra e assomiglia assai di piu ad un atto di dimissioni: Trainotti per sei mesi fece il guastatore contro la giunta, costruendo di giorno in giorno, minuziosamente, le condizioni per essere messo alla porta. Quella del referendum fu l’ultima delle sue provocazioni per costringere sindaco e giunta a farlo fuori. Del resto era lui stesso allora a dichiararlo e a confermare questa versione: voleva essere messo alla porta, e voleva che fossero gli altri a metterlo alla porta. E ci è riuscito. Tutto qui. (solo che in un articolo come quello sopra, sarebbe stato troppo lungo stare a spiegare tutti i particolari della vicenda) quindi ho riassunto la storia in una sola parola: dimissioni.
Grazie comunque per l’occasione che mi avete dato per precisare
tano bianchi
maggio 6th, 2010 at 15:41
Sic et simpliciter. Interpretazione autentica dell’autore. Il problema di fondo è che, come avrò modo di scrivere nei prossimi giorni, molte persone, non solo candidati, pensano di sapere determinati fatti, ma in realtà non è così. Questo vale maggiormente per i giovanissimi, vedi ventenni, che parlano di accadimenti passati come fossero stati da loro vissuti e compresi. Io che di anni ne ho 28, mi ritengo altamente ignorante della storia politica alense (tranne casi specifici e DOCUMENTATI), spero che chi di anni ne ha ancor meno abbia l’onestà intellettuale di sentirsi pari a me.
maggio 6th, 2010 at 22:02
Siete troppo onesti. Non farete strada! Mellarineggiatevi un po’……………..